Roma, 04/04/2025
Roma, 04/04/2025

Nissan ricalibra la produzione USA: stop ai SUV Infiniti prodotti in Messico per effetto dei dazi imposti da Trump

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L’impatto diretto delle nuove tariffe sul settore automotive costringe Nissan a sospendere le vendite dei modelli QX50 e QX55 nel mercato statunitense. Strategia rivista per tutelare supply chain e margini operativi.

La giapponese Nissan Motor ha annunciato una sospensione strategica delle vendite negli Stati Uniti di due SUV del marchio Infiniti, prodotti in Messico. La decisione arriva in risposta all’introduzione di dazi del 25% sulle auto importate, decisa dall’amministrazione Trump, e rappresenta una delle prime manovre concrete di adattamento da parte di un costruttore globale del settore.

I modelli interessati, Infiniti QX50 e QX55, vengono assemblati nello stabilimento Nissan di Aguascalientes, in Messico, e rappresentano una parte significativa dell’offerta SUV Premium del gruppo sul mercato nordamericano. La casa automobilistica ha confermato lo stop agli ordini per i veicoli destinati agli Stati Uniti, pur specificando che i veicoli già distribuiti presso i concessionari rimarranno disponibili per la vendita.

Effetti dei dazi sull’industria automobilistica e sulla supply chain

La misura annunciata dalla Casa Bianca punta a rilanciare la manifattura nazionale nel settore automobilistico, penalizzando le produzioni delocalizzate. Tuttavia, aziende come Nissan, che hanno investito per anni in piattaforme produttive integrate su scala continentale, si trovano ora a rivedere l’allocazione geografica delle loro risorse produttive.

In questo contesto, la casa giapponese ha dichiarato di essere impegnata in una revisione approfondita della propria catena di fornitura per individuare soluzioni più efficienti in termini logistici, fiscali e strategici. La sospensione delle vendite dei due modelli SUV rappresenta dunque una misura tattica in risposta a uno scenario geopolitico in mutamento.

Implicazioni economiche e commerciali per Nissan

Per Nissan, seconda casa automobilistica giapponese per volumi globali dopo Toyota, il mercato statunitense rappresenta un asset strategico. Tuttavia, le tariffe rischiano di erodere margini già sotto pressione nel segmento Premium, costringendo l’azienda a valutare opzioni complesse: dal rimpatrio della produzione all’eventuale rilocalizzazione in aree esenti da tariffe, fino a ridefinire il pricing mix dei modelli venduti negli USA.

Scenario macro: dazi, mercati e outlook globale

L’azione dell’amministrazione Trump si inserisce in una più ampia escalation protezionistica che sta influenzando l’intero comparto industriale e manifatturiero globale. Le principali borse europee hanno registrato ribassi in seguito all’annuncio, mentre l’FMI ha lanciato l’allarme su un possibile deterioramento delle catene del valore globali e dei flussi di investimento internazionale.

L’industria automobilistica, per natura transfrontaliera e altamente integrata, è tra i settori più esposti alle oscillazioni di policy commerciale. Il caso Nissan rischia, quindi, di aprire la strada ad altre contromisure da parte di produttori con stabilimenti fuori dai confini statunitensi.

Ricalibrare le strategie di produzione e distribuzione

Nissan si unisce alla lista crescente di produttori che stanno ricalibrando la loro strategia di produzione e distribuzione alla luce delle nuove barriere commerciali. Mentre l’azienda giapponese esplora soluzioni a medio termine per tutelare la propria presenza negli USA, il caso Infiniti QX50/QX55 evidenzia una tendenza più ampia: la regionalizzazione forzata della produzione industriale e la necessità, per le imprese globali, di adattarsi a un commercio internazionale sempre più condizionato dalla geopolitica.

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